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25 settembre 2015

Si ricomincia...?

 

Settembre è per molti l'inizio dell'anno. Le vacanze sono ufficialmente finite, ricomincia la scuola, l'università, i corsi, gli impegni sportivi ecc.
L'illustratore, come ogni libero professionista che si rispetti, lavora quando gli altri sono in vacanza. È quasi matematico. Per fortuna io non sono una fan della tintarella estiva!
Ecco qui un assaggio della mia produzione durante la stagione più vacanziera di tutte.

A voi che avete ricominciato:
bentornati a scuola,
al lavoro,
alla routine
e a tutto quello che vi tiene occupati durante l'anno!






25 ottobre 2013

Io lavoro a casa. Una telefonata importante.

Ogni tanto devo fare una telefonata importante.
Questo non è affatto un problema, anzi, sicura di me affronto sempre il mio interlocutore con serenità.
Io lavoro a casa e i miei due cani sono i co-protagonisti delle mie "avventure" lavorative: è impossibile escluderli! Fedelissimi, non mi perdono mai di vista.
Mi alzo dalla sedia e vado nell'altra stanza per la mia telefonata importante: scatta "l'allarme rosso". Io non me ne accorgo, ma forse il mio tono e i miei gesti sono più decisi rispetto alla tranquilla routine che conduciamo. Sta di fatto che loro percepiscono questo cambiamento e sono determinati a riportare la quiete, a tutti i costi! Mi trotterellano dietro preoccupati. Parlo con il mio interlocutore. Gesticolo. Uno dei due mi conforta appoggiandosi a me e scodinzolando contro l'armadio, emettendo così un forte suono ritmato. L'altro non vuole essere da meno e così saltella allegramente tutt'intorno ( la scena si svolge su un vecchio e cigolante parquet). Finisce la telefonata. Di nuovo il silenzio. Felici di essermi stati vicino in un momento così difficile, mi guardano soddisfatti e tornano nelle loro cucce.



27 agosto 2012

Beata me che lavoro a casa. Consulenze esterne

Fai un lavoro e vuoi un parere che non sia il tuo.
La mamma: per lei tutto quello che fai "E' bellissimo". Se qualcosa non va, prova a dirtelo con garbo, ma subito aggiunge che a lei piace tantissimo comunque.
Familiari: ti sostengono con entusiasmo, ma se qualcosa non gli piace te lo dicono. Lo fanno per te, così puoi migliorarla. Studiano la tua reazione e se necessario "correggono il tiro" e corrono subito ai ripari. E' giusto essere sinceri, ma preferiscono sempre un tuo sorriso.
Fidanzato: è il tuo primo fan/ultrà, ma anche critico spietato, pronto a stroncare il tuo lavoro se non va bene. Le minacce e le scenate di protesta non servono, la prossima volta sarà ancora lì, serio, come un giudice imparziale. ( e lo ringrazio per questo)
"Carino". Chi ti sta intorno e ti conosce sa che non deve mai dirlo riferito a un tuo disegno.
Se avessi un capo, eviterei di chiedergli un parere.
Continua.. .

10 luglio 2012

Beata me che lavoro a casa. Le scadenze

Le scadenze sono il tuo tormento. Come il latte nel frigo, anche tu hai una data ben precisa. Il latte scaduto non ha speranze, il suo destino è segnato, tu, invece, " Puoi farcela!" E' quello che ti ripeti dal momento in cui ti hanno dato la scadenza per un lavoro. Inizia uno spietato conto alla rovescia. Dormire, mangiare, comunicare con il prossimo: tempo sprecato. Tutti intorno a te pensano :" Non ce la farà mai". Non è cattiveria, ma spesso, case editrici, agenzie e clienti non hanno una concezione tradizionale del tempo: se per un lavoro, "normalmente", ci vuole un mese, loro lo vogliono in una settimana. I mesi si trasformano in settimane, le settimane in giorni e così via. Se invece decidi di iniziare un progetto personale: i giorni diventano settimane, le settimane mesi, i mesi anni. E' dura ammetterlo, ma è così!
Se avessi un capo farei la fine del latte scaduto.
Continua.. .

4 luglio 2012

Facebook vs Blogger

Da qualche giorno sono iscritta anch'io a Facebook, ma Blogger rimane il mio preferito. Regna una quiete serena, rilassante. Scrivo con calma, rifletto, cancello, ci ripenso, annullo la cancellazione, salvo, guardo l'anteprima. Sono un bradipo! Facebook invece è un chiacchiericcio continuo, tutti dicono o fanno qualcosa e io non voglio essere da meno! Cerco, clicco, condivido, mi piace questo e anche quest'altro, un amico qua, l'altro là. E questo chi è?!Boh! Sembro il mio cane con la pallina!
Facebook si impiccia, scopre dove sei e lo dice a tutti, insiste per sapere tutto di te. Blogger si accontenta della tua e-mail, purché sia di Google!
Facebook scuote l'orso che c'è in me. Blogger, paziente, rispetta il mio temporaneo letargo.
Grazie Facebook, ma.. . viva Blogger!      

14 maggio 2011

Beata me che lavoro a casa. Gli animali sono ammessi 2

Il cane. Al contrario del gatto non potrebbe mai lavorare per i servizi segreti. Lo senti arrivare ancora prima di vederlo e pensi: " Arriva, vorrà sicuramente uscire, ma io non ho ancora finito! Insomma, chi è il padrone qui? Decido io quando è il momento di una pausa, non lui!" Il cane entra nella stanza e la tua concentrazione esce. Viene felice verso di te a testa bassa, scodinzolando. Dolce come il cioccolato, impossibile resistere! Così gli fai due coccole. Se la scadenza per un lavoro incombe cerchi di ignorarlo. Peggio per te! Il cane le proverà tutte pur di attirare la tua attenzione: sbadigli, leccate, zampate, mugolii, musate, tutto il rumoroso repertorio. Così ti ritrovi fuori a giocare con la palla o strattonato di qua e di là da un albero all'altro o a camminare sotto la pioggia. Lo vedi contento e pensi: "Il lavoro può aspettare".
Se avessi un capo sarebbe sicuramente allergico agli animali.
Continua.. .

20 aprile 2011

Beata me che lavoro a casa. Gli animali sono ammessi

Il gatto. Impossibile sentire il suo passo leggero che si avvicina. Salta sulla scrivania e perdo 10 anni di vita per lo spavento. Lui iniza a "danzare" con piccoli passetti davanti a me,  strusciandosi felice sulla mia faccia. Avrei parecchi motivi per mandarlo via: l'invecchiamento precoce per lo spavento, le zampette bagnate o sporche sul disegno, la scia di peli che lascia, l'interruzione dal lavoro..parecchi. Eppure non lo mando via. Un gatto, durante la sua giornata, dorme, per lo più, si fa le unghie sui tappeti, mangia e...trova il tempo per venirmi a salutare, mandarlo via sarebbe un reato. Si struscia e fa le fusa, lo accarezzo. Cerca di bere l'acqua dei pennelli, lo allontano. Gioca con la matita e la fa cadere, la raccolgo. Si ferma e si mette seduto, indovinate dove? Immagino che tutti sappiate la risposta: esattamente dove stavo disegnando. Se fossi stata al computer, si sarebbe seduto sulla tastiera. E così il gatto, facendo finta di niente, si assopisce, non curante di ostacolare il mio lavoro.
Continua.. .

11 aprile 2011

Beata me che lavoro a casa. La spazzatura

La spazzatura dell'illustratore non puzza, per lo più è carta. Pieno fino all'orlo e oltre, oppure vuoto. Il cestino pieno è la vostra opera d'arte moderna, come quelle fatte con materiali reciclati. Bellissimo! Ci passi davanti tutti i giorni, ma hai fiducia nelle sue capacità e sai che può ancora contenere un pezzettino di carta, quindi non lo svuoti. Se il cestino della spazzatura è vuoto i casi sono due. Primo caso: le cartacce non sono dentro, ma tutto intorno al cestino. Dimentico di essere un illustratore, e non un campione di basket dell' NBA, sei convinto che prima o poi riuscirai a fare canestro. Secondo caso, il peggiore: hai deciso di non buttare via niente perchè,  un giorno, ti potrà servire. Così "Questo lo tengo, non si sa mai" finisce in scatole, scatoline, scatolette su scatole e scatoloni che, in attesa di quel famoso giorno, si moltiplicano e formano una città intorno a te.
Se avessi un capo non direbbe mai: " Questo lo tengo, non si sa mai".
Continua.. .

5 aprile 2011

Beata me che lavoro a casa. L' impresa di pulizie

Nessuna impresa di pulizie: il tuo "ufficio" rimane esattamente come l'hai lasciato. La cartaccia diventerà un fossile sul pavimento e il disordine sarà il tuo arredamento. Disegno, consulto qualche libro e penso : "Li appoggio un attimo sulla scrivania". Dopo una settimana i libri si sono moltiplicati e formano un muro invalicabile. La fisica non è il mio forte e non credo a chi prevede il futuro, ma vi assicuro che quei libri cadranno! Io lo so, tu lo sai, tutti lo sanno, eppure i libri rimangono lì. Così i libri cadono e rovesciano l'acqua dei pennelli sulla tastiera del computer. Sicuro! Ma perchè lamentarsi? Così si è pulita! L'impresa di pulizie non serve e con la tastiera color arcobaleno il mio lavoro sarà migliore!
Se avessi un capo mi nasconderei dietro il muro di libri per non farmi trovare.
Continua.. .

31 marzo 2011

Beata me che lavoro a casa. La scrivania

L'altro giorno sono andata in banca e la persona con cui ho parlato aveva sulla scrivania : 1 computer, 1 penna, 1 telefono, 1 lampada, qualche foglio ordinato. Era ampia e le cose avevano ognuna il suo posto, con tanto spazio tra loro. Guardandola ho pensato :" Questa è una scrivania professionale". Torno a casa: 1 computer e anche 1 portatile, 1 lampada, a volte 2, 1 esercito di matite, 1 armata di pennelli, strati di fogli, foglietti, 1 penna per la tavoletta grafica senza la tavoletta grafica, 2 tazze per il thè vuote, 20 tubetti di acrilici, 1 gatto, 1 bonsai. Anche la mia scrivania è ampia, forse troppo, ma le cose sono accavallate, incastrate, pressate, sovrapposte, in equilibrio precario: ne muovo una, due cadono e tre si spostano facendone cadere un'altra. Guardandola ho pensato " La mia scrivania non è molto professionale"
Se avessi un capo mi farebbe usare le ginocchia come appoggio.
Continua.. .

24 marzo 2011

La Luna e la Lucciola


La Luna nel suo splendore disse alla piccola Lucciola:

"Quel lume che porti è deboluccio!"

La Lucciola sorrise " Si, ma la luce è la mia"

Trilussa
Mia illustrazione tratta da "Les mille et une nuits" Editions Auzou


"Di cosa ti occupi nella vita?" Se la risposta a questa "fatal" domanda non è ricca di grandi nomi, aziende conosciute o società famose il tuo interlocutore rimarrà deluso. E' così. Purtroppo, oppure no. Avere un curriculum pieno di nomi e titoli altisonanti è gratificante e sono sicura che sia frutto di duro lavoro, ma il rischio è che il tuo nome passi inosservato. Se invece hai "solo" il tuo nome da esibire, se la tua azienda sei tu, forse non diventerai famoso, nessuno ti dirà "Ah però! Che lavoro importante", ma la "luce" è tutta tua e di nessun altro. Direi che anche questo è gratificante.

23 marzo 2011

Beata me che lavoro a casa. I colleghi

Colleghi? Nessuno. Niente "Buongiorno di qua" "Buongiorno di là" "Com'è andata ieri sera?" "E la famiglia?", nessun rumore di calcolatrici, macchine da scrivere, motori, trapani. Niente. Il lavoro dell'illustratore è perfetto per un eremita. Il silenzio è il tuo migliore amico. Musica? A volte, ma solo quella selezionata da te. Spesso però: "Ah stai disegnando? Allora accendo la radio!"
Con te ci sono il foglio, colori e pennelli, computer. Il foglio è bianco, color nulla: è crudele, perchè non ti suggerirà mai niente. Colori e pennelli non prenderanno mai l'iniziativa da soli, infondo il capo sei tu. Il computer, invece, è il tuo peggior nemico. E' la più grande fonte di distrazione mai esistita. Clicchi sul programma per disegnare "Mentre si apre guardo la posta" Apri il tuo file e pensi " Guardo un attimo le novità su Flickr" Finalmente inizi a lavorare, ma se ti fermi un attimo per riflettere : " No! Aspetta, devo aggiornare il Blog" e così via. Com'è facile finire in trappola nella rete!
Se avessi un capo bloccherebbe la mia connessione a internet.
Continua.. .

15 marzo 2011

Beata me che lavoro a casa. Il mio capo

Il mio capo sono io. Se decidi di fare l'illustratore la promozione è immediata. Dopo aver festeggiato capisci che fare carriera significa più responsabilità: tu pensi alle idee, al bilancio, agli orari, alle ferie. "Oggi mi prendo un giorno libero, conosco il capo e sono sicura che non avrà nulla in contrario." Il rischio è di lavorare poco o troppo, di rilassarsi spesso o spremersi senza pietà. Lunghe pause pranzo oppure orario continuato senza sosta, anche il sabato e la domenica, come i centri commerciali, dove, però, lavorano più persone. Inutile discutere con il capo, o meglio, ci puoi provare, ma assicurati di essere da solo nella stanza: il tuo sarà un lungo monologo. "Libero professionista", se prendi troppo alla lettera la parola "libero" è la fine della tua azienda e il tuo capo non ne sarà contento.
Se avessi un capo sicuramente riuscirei a convincerlo a non licenziarmi.
Continua.. .

8 marzo 2011

Beata me che lavoro a casa 2

Dedicato a quelli che passano più tempo a disegnare che con le persone vere, quelli che vanno a dormire alle 6 del mattino senza essere usciti di casa, quelli che "Ah sei a casa, mi aiuti a scaricare la spesa?", quelli che hanno solo matite e neanche una penna sulla scrivania, a voi che lavorate a casa è dedicata questa parte del mio blog.

"Che lavoro fai?"
"L'illustratrice di libri per ragazzi"
"E cioè?"
Cerco di semplificare la spiegazione " Disegno i libri per i bambini, quelli colorati, con le immagini"
"Ah fumetti!"
Mi arrendo " Si, fumetti"
Qualcuno non demorde "Ah! E dove lavori?"
Ci siamo "Lavoro a casa"
"Beata te!"
Già, beata me!
Sarò felice di farvi cambiare idea, oppure no, in ogni caso vi racconterò, attraverso la mia piccola esperienza, che" lavorare a casa = problemi zero" è una conclusione affrettata. Nessuna ambizione o voglia di rivalsa, solo pro e contro raccontati con fatti realmente accaduti.
Se avessi un capo disapproverebbe questa mia iniziativa/ ennesima distrazione dal lavoro.
Continua.. .

22 febbraio 2011

Beata me che lavoro a casa

Beata me che lavoro a casa! Sta mattina arrivo alla scrivania e trovo il gatto sulla mia sedia. Che dolce! Lasciamolo lì. Sono in piedi quindi vado a vedere se i bonsai hanno abbastanza luce. Bonsai illuminati, torno alla scrivania. Il gatto non si è mosso, prendo un'altra sedia e inizio a disegnare. Oltre al cigolio della sedia, c'è qualcosa che non va: sono segregata in un angolo della scrivania! Colori, pennelli, matite, bottiglie d'acqua, cataloghi di Case Editrici, libri, tastiera del computer, tutto è sulla scrivania tranne me e il mio disegno. Metto in ordine e sono sicura che non troverò più niente per settimane. Butto quello che non serve: il bidone della spazzatura sembra una torre! Devo svuotarlo. Passo davanti al bagno con il sacchetto stracolmo e proprio in quel momento la lavatrice smette di lavare. Ci penso adesso così non devo alzarmi e interrompermi dopo. Stendo e torno alla scrivania: ora si disegna! Arriva il cane che mi preme il naso umido sul braccio e spunta da sotto il tavolo con il muso. Vuoi non fargli due coccole? Penso sappia leggere l'ora perchè puntualmente, tutti i giorni, viene a reclamare le sue passeggiate. Non ottiene una mia reazione e si mette a cuccia proprio sotto la mia sedia spingendomi piano piano sempre più lontano dalla scrivania. Ho capito! Andiamo fuori. Il cane corre felice, meno male! Torniamo a casa ed è ora di pranzo. Se avessi un capo mi avrebbe già licenziata!