22 febbraio 2011

Beata me che lavoro a casa

Beata me che lavoro a casa! Sta mattina arrivo alla scrivania e trovo il gatto sulla mia sedia. Che dolce! Lasciamolo lì. Sono in piedi quindi vado a vedere se i bonsai hanno abbastanza luce. Bonsai illuminati, torno alla scrivania. Il gatto non si è mosso, prendo un'altra sedia e inizio a disegnare. Oltre al cigolio della sedia, c'è qualcosa che non va: sono segregata in un angolo della scrivania! Colori, pennelli, matite, bottiglie d'acqua, cataloghi di Case Editrici, libri, tastiera del computer, tutto è sulla scrivania tranne me e il mio disegno. Metto in ordine e sono sicura che non troverò più niente per settimane. Butto quello che non serve: il bidone della spazzatura sembra una torre! Devo svuotarlo. Passo davanti al bagno con il sacchetto stracolmo e proprio in quel momento la lavatrice smette di lavare. Ci penso adesso così non devo alzarmi e interrompermi dopo. Stendo e torno alla scrivania: ora si disegna! Arriva il cane che mi preme il naso umido sul braccio e spunta da sotto il tavolo con il muso. Vuoi non fargli due coccole? Penso sappia leggere l'ora perchè puntualmente, tutti i giorni, viene a reclamare le sue passeggiate. Non ottiene una mia reazione e si mette a cuccia proprio sotto la mia sedia spingendomi piano piano sempre più lontano dalla scrivania. Ho capito! Andiamo fuori. Il cane corre felice, meno male! Torniamo a casa ed è ora di pranzo. Se avessi un capo mi avrebbe già licenziata!